biotestamento e banca dati per le disposizioni anticipate di trattamento

29 Gennaio 2020 0 Di Alessandro Livi

Secondo il Comitato Nazionale per la Bioetica  per  Dichiarazione Anticipata di Trattamento (DAT) si indica il documento con il quale una persona, dotata di piena capacità, esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato.

Nel 2017 con la Legge 219 sul Biotestamento lo Stato provvede a regolamentare le scelte sul fine vita, stabilendo che in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi ci sia la possibilità per ogni persona di esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto su accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche e singoli trattamenti sanitari, inclusi l’alimentazione e l’idratazione artificiali. L’art 4 prevede espressamente che ” Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonchè il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Indica altresì una persona di sua fiducia, di seguito denominata «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Il comma 6 del medesimo articolo prevede che “Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all’annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie..  Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere .”

Le DAT possono essere redatte in varie forme:

  • con modello della Dichiarazione Anticipata di Trattamento  che può essere  compilato on-line QUI e successivamente stampato oppure inviato per mail;

  • scritte di proprio pugno;

  • espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare.

La legge dà la possibilità   di indicare nellle DAT una  persona di  fiducia, denominata «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. L’accettazione della nomina avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT oppure attraverso un atto successivo da allegare al testamento biologico. Il fiduciario avrà quindi il potere di attualizzare le disposizioni in esse  espresse.

In qualsiasi momento le DAT possono essere modificate o revocate.

Con Decreto 10 dicembre 2019, n. 168 lo Stato istituisce la Banca dati stabilendone  le modalità di raccolta delle copie delle DAT.

Obiettivo della Banca dati nazionale e’ quello di effettuare la raccolta delle disposizioni anticipate di trattamento di cui all’articolo 4 della legge n. 219 del 2017, garantirne il tempestivo aggiornamento in caso di rinnovo, modifica o revoca e di assicurare la piena accessibilita’ delle stesse sia da parte del medico che ha in cura il paziente, allorche’ per questi sussista una situazione di incapacita’ di autodeterminarsi, sia da parte del titolare delle disposizioni  sia da parte del fiduciario dal medesimo nominato.

L’importanza sostanziale della banca dati è quindi quella di rendere le DAT digitalizzate e quindi accessibili agli uffici preposti  ed agli ospedali dislocati sul territorio nazionale.

Le figure autorizzate ad alimentare la banca dati sono:

  • gli ufficiali si stato civile dei comuni di residenza

  • i responsabili degli uffici delle regioni che gestiscono i fascicoli sanitari elettronici.

  • i notai.

Anche i cittadini italiani residenti all’estero potranno far pervenire la propria DAT alla banca dati nazionale attraverso le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero.

Viene istituito anche un  Disciplinare tecnico che contiene le modalità tecniche di trattamento dei dati ed anche le misure di sicurezza adottate per la protezione dei dati sensibili.

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