cosa fare in caso di pediculosi (pidocchi)?

30 Gennaio 2017 0 Di Alessandro Livi

Il problema dei “pidocchi” purtroppo è molto diffuso  in età scolare. La vita in comunità vuol certamente dire scambiare esperienze, fare nuovi incontri, ma tutto questo  può apparire meno piacevole se si parla di pidocchi. E’ una  esperienza che può riguardare tutti ma, come detto , soprattutto i bambini che frequentano la scuola materna o la scuola primaria.
E’ bene rammentare che:
1. l’infestazione non è assolutamente solo delle persone con scarsa igiene;
2. tutti possono “prendere” i pidocchi, ma non è assolutamente difficile liberarsene;
3. l’infestazione non è da nascondere, anzi è necessario che la patologia venga trattata   perché in caso contrario non si risolve il problema in quanto é molto facile infestarsi nuovamente. Ma cosa sono i pidocchi?
I pidocchi sono piccoli insetti grigio-biancastri, che parassitano il corpo umano, cibandosi del sangue. Di solito vivono abbarbicati sui capelli, pungendo il cuoio capelluto e depositano un liquido che provoca prurito. Si riproducono attraverso le uova che si chiamano lendini. La femmina del pidocchio vive 3 settimane e depone circa 300 uova. Le lendini sono attaccate tenacemente al capello, specialmente all’altezza della nuca e dietro le orecchie.
Il passaggio del pidocchio da una testa all’altra può avvenire sia per contatto diretto che indiretto (scambio di pettini, cappelli, salviette, sciarpe, cuscini, ecc.). L’infezione, come già detto, non è comunque indice di cattiva igiene.

Sintomi
L’infestazione si manifesta con un intenso prurito al capo. Se si guarda attentamente tra i capelli vicino al cuoio capelluto, all’altezza della nuca o dietro le orecchie si vedono le lendini che sembrano puntini bianchi o marrone chiaro. Sono di forma allungata, traslucidi, poco più piccoli di una testa di spillo. Non bisogna, comunque, confondere le lendini con la forfora o la seborrea, facilmente asportabili. Le lendini sono tenacemente attaccate al capello da una particolare sostanza adesiva.

Trattamento
Un trattamento scrupoloso risolve facilmente il problema, anche se non garantisce altri contagi dato che nessun prodotto ha effetto preventivo.
Per una corretta disinfezione bisogna utilizzare uno dei tanti prodotti in vendita in farmacia (shampoo, gel, polvere) seguendo attentamente le istruzioni riportate sulla confezione.  L’azione sulle uova non sempre è efficace e per questo motivo è consigliabile ripetere il trattamento a distanza di circa 8 giorni in modo da essere sicuri di aver ucciso anche “le larve”. Per facilitare la rimozione delle lendini è possibile utilizzare una soluzione in parti uguali di acqua ed aceto. Per la localizzazione alle ciglia e sopracciglia è necessario effettuare per parecchi giorni applicazioni locali di pomata all’ossido giallo di mercurio all’1%.
Per completare il trattamento è necessario:
– disinfettare le lenzuola e gli abiti, che vanno lavati in acqua calda, almeno 60 gradi, oppure a secco (soprattutto i cappelli), oppure lasciati all’aria aperta per 48 ore (i pidocchi lontano dal cuoio capelluto muoiono);
– lasciare all’aria aperta per almeno 48 ore anche alcuni effetti personali, come i pupazzi di pezza;
– lavare accuratamente pettini e spazzole.
Se si eseguono scrupolosamente le indicazioni per eliminare i pidocchi, il bambino può tornare a scuola il mattino dopo il primo trattamento.

Utili consigli
Questi suggerimenti sono validi per eliminare i pidocchi e le lendini, già presenti, ma è molto importante cercare di evitare il contagio con pochi piccoli accorgimenti:
1. evitare di prestare e scambiare oggetti personali (pettini, sciarpe, cappelli, spazzole, nastri, salviette, ecc.);
2. evitare di ammucchiare capi di vestiario (sarebbe opportuno a scuola, in piscina o in palestra utilizzare armadietti personali);
3. controllare accuratamente i capelli una volta alla settimana (soprattutto da agosto a novembre) specialmente a livello della nuca, e dietro le orecchie per accertarsi che non ci siano lendini;
4. controllare con molta attenzione la testa di tutti i familiari.

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