cure elioterapiche, cosa sono e come usufruirne

22 Luglio 2018 0 Di Alessandro Livi

L’elioterapia (bagni di sole) rappresenta una modalità di applicazione della luce solare che rientra nel gruppo di tecniche facenti parte della cosiddetta “Climatoterapia marina” a sua volta branca della “Talassoterapia”. Della Elioterapia ne parla già Avicenna (fine I secolo d.C.) quando richiama l’attenzione sulla tecnica accurata con cui deve eseguirsi il bagno di sole nei soggetti deboli. 

Bambini che fanno la doccia dopo l’elioterapia presso la colonia elioterapica di Legnano negli anni ’50

Per poter comprendere l’azione dell’elioterapia è indispensabile la conoscenza dello spettro solare. I raggi provenienti dal Sole, infatti, esplicano, non tutti, una identica azione sull’organismo. Quelli a lunghezza d’onda compresa da 800 a 1500 nm, gli infrarossi, sono fondamentalmente calorici; i raggi dello spettro visibile, a lunghezza d’onda da 400 a 800 nm sono prevalentemente luminosi; quelli dello spettro invisibile ultravioletto, a lunghezza d’onda da 285 a 400 nm, hanno energia maggiore. È proprio a questi ultimi, distinti ulteriormente in UV-B (B = bassa lunghezza d’onda da 285 a 315 nm)  e  UV-A (A = alta lunghezza  d’onda  da 315  a  400 nm) che  viene attribuita l’azione terapeutica. A parte i fenomeni di pigmentazione cutanea i  raggi UV agiscono anche sulle ghiandole sudoripare perchè tramite la sudorazione si verifica  l’eliminazione dei materiali di scarto (ad esempio l’urea) e una modifica dell’equilibrio idrosalino dell’organismo. La radiazione solare agisce però soprattutto come potente mezzo microbicida. 

La luce del sole deve essere correttamente dosata; difatti il tempo di esposizione deve essere breve e ripetuto più volte, a seconda del disturbo curato. I danni di una esposizione eccessiva possono essere gravi, a partire dall’invecchiamento precoce della pelle fino ad arrivare al melanoma. Le patologie nelle quali la cura del sole determina i maggiori risultati sono: rachitismo, reumatismo, osteoporosi, artrosi, dermatite atopica, eczemi, psoriasi, depressione, ansia. Fra le affezioni non specifiche vanno ricordate le piaghe torpide in genere, la foruncolosi, le fratture a lenta consolidazione. L’azione terapeutica sull’apparato osteo-articolare è anche dovuta alla stimolazione della produzione di vitamina D (calciferolo), la cui sintesi viene attivata dai raggi ultravioletti e la cui carenza comporta alterazioni del tessuto scheletrico con conseguente rachitismo e fragilità ossea. Il tempo di esposizione varia a seconda della costituzione individuale (in particolare per i soggetti con pelle chiara) e del disturbo da curare; in generale si può variare da 15-20 minuti ad un massimo di 2-3 ore; normalmente vanno escluse le ore di massima intensità solare, dando la preferenza al primo mattino e al tardo pomeriggio. Uno schema molto utilizzato per effettuare l’elioterapia è quello di Rollier:

August Rollier  (al centro) in una foto degli anni ’30 in un “solarium” sulle alpi svizzere

1° giorno di cura = 3 sedute di 5 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione solo delle mani e dei piedi;
2° giorno di cura = 3 sedute di 10 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione di mani, braccia e piedi;
3° giorno di cura = 3 sedute di 15 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione di mani, braccia e piedi;
4° giorno di cura = 3 sedute di 20 min., intervallate da 30-60 min. con esposizione di mani, avambracci, braccia, torace, addome (solo 5 min.), e piedi;
dal 5° giorno = di cura esporre tutto tranne testa ed occhi aumentando di 5 min. le esposizioni fino ad arrivare a sedute di durata massima di circa due-tre ore non consecutive al dì; in tal modo si ha una pigmentazione costante, graduale con tutti i benefici che l’elioterapia può indurre nell’organismo.

 

Fruizione delle cure elioterapiche da parte del personale dipendente

Le cure elioterapiche così come quelle climatiche e psammoterapiche (sabbiature) di norma devono essere effettuate nell’ambito del periodo di ferie che spetta a ciascun lavoratore dipendente sia pubblico che privato in virtù di quanto disposto  dall’art.13, comma 6 della legge n. 638/1983.

Per alcune categorie di lavoratori dipendenti  quali:

  •  invalidi civili con percentuale superiore ai due terzi,
  • i ciechi,
  • i sordomuti,
  • gli invalidi per causa di guerra,
  • gli invalidi di servizio e del lavoro

ne è tuttavia ammessa la possibilità di fruizione in congedo per malattia in presenza di alcuni requisiti imprescindibili.

Il diritto ad assentarsi per fruire di cure termali imputando le relative assenze a malattia compete a queste categorie di invalidi  solo quando dette cure risultano in concreto incompatibili con le ferie oppure quando, pur essendo compatibili, non possano essere differite al periodo feriale prestabilito dal datore di lavoro senza pregiudicarne il conseguimento degli obiettivi terapeutici. In considerazione di quanto sopra, non potranno effettuarsi periodi di assenza per cure termali imputandoli a malattia quando il dirigente attesti la possibilità per il lavoratore interessato di fruire di un periodo di ferie.( …possono essere fruite dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, anche al di fuori dei congedi ordinari e delle ferie annuali, esclusivamente per la terapia o la riabilitazione relative ad affezioni o stati patologici per la cui risoluzione sia giudicato determinante, anche in associazione con altri mezzi di cura, un tempestivo trattamento termale motivatamente prescritto da un medico specialista dell’unita’ sanitaria locale ovvero, limitatamente ai lavoratori avviati alle cure dall’INAIL, motivatamente prescritto dai medici del predetto Istituto. (art 16 comma 5 legge 30/12/1991, n. 412).

Inoltre, le assenze di cui sopra possono essere autorizzate per effettive esigenze terapeutiche e riabilitative (e non quindi in funzione meramente preventiva) e pertanto anche i dipendenti appartenenti alle suddette categorie protette sono tenuti a presentare, a corredo delle istanze per l’effettuazione delle cure elioterapiche, climatiche e psammoterapiche, la certificazione rilasciata da un medico specialista della ASL da cui risulti che la cura prescritta è rispondente ad effettive esigenze terapeutiche o riabilitative ed è strettamente correlata all’attuale stato dell’infermità invalidante.

La durata complessiva della assenza non può superare i 15 giorni l’anno e tra il periodo di effettuazione delle cure e quello di ferie devono intercorrere almeno 15 giorni.
La fruizione delle cure deve iniziare entro il termine massimo indicato dal medico specialista nella certificazione   e comunque non oltre 30 giorni dalla data della prescrizione medica.

La previsione di un necessario intervallo di 15 giorni tra cure termali e ferie può non trovare applicazione quando la richiesta di fruizione delle prime intervenga successivamente al godimento delle ferie e la deroga può giustificarsi sulla base dei caratteri di indilazionabilità e imprevedibilità della terapia. La giurisprudenza di merito ha ritenuto, infine, che se la necessità di sottoporsi a cure termali sorge quando mancano meno di 15 giorni rispetto alla fruizione delle ferie, queste devono essere posticipate; viene ipotizzato anche un differimento delle cure termali in relazione alla data di conclusione delle ferie, purché nel rispetto del limite massimo stabilito dalla legge in proposito e cioè 30 giorni dalla prescrizione medica.

Le patologie per le quali è prevista la possibilità di usufruire in periodo extraferiale delle cure elioterapiche per le categorie di lavoratori dipendenti sia pubblici che privati (fatti salvi i requisiti su descritti)) sono ( All. 9 del DPCM 12/1/2017):

1.Malattie reumatiche: osteoartrosi ed altre forme degenerative; reumatismi extra articolari;
2.Malattie delle vie respiratorie: sindromi rinosinusitiche-bronchiali croniche, bronchiti croniche semplici o accompagnate a componente ostruttiva (con esclusione dell’asma e dell’enfisema avanzato, complicato da insufficienza respiratoria grave o da cuore polmonare cronico);
3.Malattie dermatologiche: psoriasi (esclusa la forma pustolosa, eritrodermica), eczema e dermatite atopica (escluse le forme acute vescicolari ed essudative), dermatite seborroica ricorrente;
4.Malattie ginecologiche: sclerosi dolorosa del connettivo pelvico di natura cicatriziale o involutiva, leucorrea persistente da vaginiti croniche aspecifiche o distrofiche;
5.Malattie O.R.L.: rinopatia vasomotoria, faringolaringiti croniche, sinusiti croniche, stenosi tubariche, otiti catarrali croniche, otiti croniche purulente non colesteatomatose;
6.Malattie dell’apparato urinario: calcolosi delle vie urinarie e sue recidive;
7.Malattie vascolari: postumi di flebopatie di tipo cronico;
8.Malattie dell’apparato gastroenterico: dispepsia di origine gastroenterica e biliare, sindrome dell’intestino irritabile nella varietà con stipsi.

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