dichiarazione di volontà di donazione organi

2 Novembre 2016 0 Di Alessandro Livi

Nel nostro Paese per la manifestazione della volontà di donare vige il principio del consenso o del dissenso esplicito donazione (art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000). Il “silenzio-assenso” introdotto dagli artt. 4 e 5 della Legge 91/99 non ha mai trovato attuazione. A tutti i cittadini maggiorenni è dunque offerta la possibilità (non l’obbligo) di dichiarare la propria volontà (consenso o diniego) in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte, attraverso  le seguenti modalità.  Inoltre dall’Agosto 2015 con il parere positivo del Garante della Privacy è possibile per il cittadino inserire sulla carta di identità il consenso o il diniego alla donazione di organi o di tessuti in caso di morte. Chi vuole potrà dire sì o no alla donazione di organi e far inserire la propria scelta sulla carta di identità al momento della richiesta o del rinnovo del documento presso il Comune. Automaticamente, la dichiarazione del cittadino verrà trasmessa al Sistema Informatico Trapianti (S.I.T.) del Centro Nazionale Trapianti (C.N.T.).  Teoricamente si possono prelevare tutti gli organi, ad eccezione dell’Encefalo (cervello), che non è un organo, ma la sede del nostro essere persona e delle Gonadi (ovaio, testicolo) che contengono il nostro patrimonio genetico. Attualmente gli organi più spesso prelevati sono i reni, il fegato, il cuore, i polmoni e il pancreas, mentre i tessuti prelevati sono innanzitutto le cornee e talvolta segmenti ossei, vascolari, valvole cardiache e cute. Tutti possono essere donatori senza limite di età .  “Lo stato di morte” viene accertato fondamentalmente in due modi, tramite criteri cardiaci e neurologici. Nel primo caso i medici eseguono un elettrocardiogramma per 20 minuti  al termine dei quali se il cuore è stato fermo si ha la certezza che il cervello è morto per mancanza di flusso sanguigno.

Nel secondo caso, come previsto dalla legge, 3 medici specialisti,, 1 rianimatore, 1 neurofisiologo e 1 medico legale, nominati dalla direzione sanitaria , accertano direttamente con esami e strumenti la morte dell’encefalo. Questa equipe effettua esami (elettroencefalogramma, angiografia cerebrale, ecc) protratti per almeno 6 ore e ripetuti per 3 volte, al termine dei quali non c’è possibilità di errori e/o abusi. Nessuna delle maggiori religioni si oppone manifestamente alla donazione degli organi.  La religione Cattolica in particolare  accetta i trapianti e la donazione degli organi in quanto atto di carità; la donazione è citata nel catechismo come esempio di comportamento solidale e caritatevole.   

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