infortunio sul lavoro: procedura, indennizzo, retribuzione

22 Novembre 2017 0 Di Alessandro Livi

Un infortunio sul lavoro è ogni incidente avvenuto per “causa violenta in occasione di lavoro” dal quale derivi la morte, l’inabilità permanente o l’inabilità assoluta temporanea.

Un infortunio in itinere è quello che avviene durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro oppure quello che può verificarsi anche durante il normale percorso che il lavoratore deve fare per recarsi da un luogo di lavoro a un altro, oppure durante il tragitto abituale per la consumazione dei pasti, se non esiste una mensa aziendale.  L’infortunio sul lavoro è coperto dall’assicurazione obbligatoria INAIL che prevede risarcimento, retribuzione indennità sostitutiva in caso di incidente violento dal quale derivi la morte e l’inabilità permanente o assoluta del lavoratore. Nel concetto di infortunio sul lavoro  l’INAIL ricomprende  tutti gli eventi che possono minare la salute del lavoratore durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, quindi durante l’orario di lavoro e sul posto di lavoro ma anche gli eventi con rapporto indiretto di causa effetto, tra l’incidente che causa l’infortunio e l’attività lavorativa svolta.
Per cui l’INAIL copre tutti gli infortuni sul lavoro del lavoratore anche se direttamente causati dal lavoratore stesso per negligenza, imprudenza o imperizia.

Cosa deve fare il lavoratore se si infortuna sul posto di lavoro?

Il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro deve comunicare immediatamente l’incidente al datore di lavoro che deve inviarlo subito al Pronto Soccorso.
Il certificato medico  deve essere quindi trasmesso per via telematica  all’INAIL dal medico certificatore o dalla struttura sanitaria che presta la prima assistenza al lavoratore infortunato o ammalato. Il lavoratore infortunato, due o tre giorni prima della scadenza della prognosi indicata sul certificato medico del pronto soccorso, deve recarsi alla visita medica presso gli ambulatori INAIL.

A seguito della visita medica INAIL, l’istituto provvede a:

  • fissare un nuovo appuntamento in caso di prolungamento della prognosi e un certificato medico infortunio INAIL da consegnare al datore di lavoro;
  • chiudere l’infortunio temporaneo con un certificato di chiusura definitiva da consegnare in azienda per poter riprendere il lavoro.

L’incidente in itinere quando è risarcito dall’Inail?                       

L’infortunio sul lavoro “incidente itinere” è la tutela dei lavoratori che subiscono infortuni durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.

L’INAIL copre quindi l’infortunio in itinere anche se l’incidente occorso al lavoratore si verifica quando durante il normale percorso per recarsi da un luogo di lavoro a un altro, nel caso di rapporti di lavoro plurimi, oppure durante il tragitto abituale per la consumazione dei pasti, se non esiste una mensa aziendale.
L’infortunio sul lavoro in itinere è risarcito quando per qualsiasi incidente avuto dal lavoratore durante il normale tragitto a prescindere dal mezzo di trasporto pubblico utilizzato, quindi anche in treno, a piedi, in autobus, taxi a patto che siano appurate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari.L’incidente in itinere occorso al lavoratore durante il tragitto normale tra casa e lavoro con il mezzo privato: auto, moto o bicicletta, è coperto dall’INAIL, solo se tale uso è considerato per forza necessario ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa come ad esempio:

  • se l’auto o il motorino sono stati forniti dal datore di lavoro per esigenze lavorative;
  • se il posto di lavoro non può essere raggiunto con i mezzi pubblici;
  • se il posto di lavoro è raggiungibile con i mezzi pubblici ma i loro orari non consentono di arrivare in tempo al turno di lavoro;
  • se i mezzi pubblici obbligano ad attese eccessivamente lunghe;
  • se i mezzi pubblici comportano un rilevante dispendio di tempo rispetto all’utilizzo del mezzo privato;
  • se la distanza della fermata più vicina è molto lunga da percorrere a piedi.
    L’infortunio sul lavoro in itinere causato dal consumo di alcool, droga e di psicofarmaci, non è indennizzabile dall’INAIL come la mancanza della patente di guida da parte del conducente.

Per quanti giorni il datore di lavoro paga l’infortunio sul lavoro?

L’infortunio sul lavoro è pagato per i primi 4 giorni di assenza del lavoratore infortunato, dal datore di lavoro e comprendono la giornata in cui è avvenuto l’infortunio che è considerata giornata di lavoro a tutti gli effetti e quindi è pagata al 100% della retribuzione giornaliera spettante al lavoratore e i successivi 3 giorni, chiamati periodo di carenza che sono pagati invece al 60% della retribuzione.
Durante il periodo di carenza, ovvero, dal 2° al 4° giorno compresi, il datore di lavoro è obbligato per legge a corrispondere al lavoratore infortunato, le seguenti percentuali della retribuzione media giornaliera utilizzata dall’INAIL per il calcolo dell’indennità:
100% per il giorno dell’infortunio;
60% dal 2° al 4° giorno compresi i sabati e le domeniche.

Indennizzo INAIL retribuzione, pagamento e visite fiscali

L’indennizzo infortunio sul lavoro è pagato dall’INAIL, dal 5° giorno in poi e per tutto il periodo di assenza dal lavoro per infortunio e spetta la suddetta percentuale  di retribuzione:
al 60% della retribuzione fino al 90° giorno.
al 75% della retribuzione dal 91°giorno e fino alla completa guarigione del lavoratore infortunato.

In genere i contratti di lavoro prevedono una integrazione salariale a carico del datore di lavoro fino alla copertura del 100% della retribuzione, per periodi variabili in ragione dell’anzianità lavorativa.
L’indennizzo INAIL per infortunio sul lavoro, è pagata per tutti i giorni, compresi i festivi che cadono nel periodo di astensione dal lavoro.

Tale indennità non è però cumulabile con l’indennità di malattia INPS e quindi l’Infortunio sul lavoro non è soggetto a visite fiscali per malattia previste per i lavoratori privati e pubblici in malattia INPS.

L’infortunio INAIL, è cumulabile, invece, con:

  • l’assegno per congedo matrimoniale, che è erogato sulla differenza tra la retribuzione spettante nello stesso periodo e l’integrazione INAIL;
  • l’assegno per il nucleo familiare che spetta sia per i giorni di carenza e fino a un massimo di 3 mesi.

Il pagamento dell’indennità INAIL per infortunio sul lavoro, viene immediatamente erogata sulla prima busta paga spettante al lavoratore, in quanto è anticipata dal datore di lavoro, ma nel caso in cui l’azienda o il datore di lavoro non si avvalga di questa facoltà, è la stessa INAIL ad erogare direttamente la temporanea assenza del lavoratore infortunato.

Dal momento che l’infortunio è indennizzabile dall’istituto senza alcun limite di durata, ovvero, l’INAIL paga l’indennità per tutto il periodo di assenza dal lavoro, il lavoratore deve prestare però molta attenzione alle limitazioni circa il diritto alla conservazione del posto di lavoro, stabilite dai vari CCNL di riferimento che in genere sono di 180 giorni.

Chi paga le spese per le visite mediche?

Il lavoratore assente dal lavoro per infortunio causato da incidente, è tutelato dall’INAIL anche per la copertura di esami diagnostici e le terapie riabilitative, in quanto le spese mediche sono completamente pagate dall’Istituto, se preventivamente prescritte o autorizzate dall’INAIL.
Per il lavoratore, inoltre, per tutta la durata dell’erogazione dell’indennità INAIL per infortunio, se di durata temporanea, è prevista l’esenzione ticket sanitario per esami e analisi prescritti dall’INAIL o dal medico curante.
Successivamente, per i casi in cui al lavoratore viene riconosciuta l’inabilità permanente o danno biologico, ha il diritto all’esenzione ticket parziale riferita alla patologia specifica, da richiedere alla ASL competente, producendo la documentazione INAIL che attesti i postumi riconosciuti. Clicca qui    per informazioni sugli indirizzi degli uffici INAIL con orari di apertura ambulatori  e relativi contatti.

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