la sigaretta elettronica

26 Aprile 2017 0 Di Alessandro Livi

La sigaretta elettronica, così come la conosciamo noi, viene ideata da Hon Lik, un farmacista cinese, al quale venne l’idea dopo la morte del padre per un cancro ai polmoni. Nel 2003 Hon Lik brevettò un modello di sigaretta elettronica ad ultrasuoni, oggi  ormai considerato superato rispetto al  sistema con vaporizzatore utilizzato attualmente.

Hon Lik il “padre” della sigaretta elettronica

Il primo modello ad ultrasuoni venne brevettato con il nome di Ruyan, che significa “quasi come il fumo”. Da allora non passò molto tempo prima che G. Carson, un uomo d’affari inglese, scoprisse il prodotto e lo esportasse nel mondo occidentale, con la definizione commerciale di “Electro Fag”; il prodotto ebbe subito grande popolarità, non solo in Inghilterra, ma in tutta Europa, tanto che il parlamento inglese ne dichiarò la legalità e la possibilità d’uso in luoghi come ristoranti ed edifici, in cui erano state bandite le sigarette di tabacco.

In realtà già 40 anni prima di Hon Lik, nel 1963, l’americano H. A. Gilbert aveva depositato un brevetto di una e-cigarette. “La presente invenzione riguarda il fumare una sigaretta senza tabacco e vuole fornire un mezzo sicuro ed innocuo per sostituire il fumo di tabacco e combustione di carta, con vapore aromatizzato.

Il brevetto di Gilbert

Un altro campo d’applicazione del ritrovato è quello di realizzare un prodotto simile ad una sigaretta con cui l’aria possa essere aspirata attraverso una sostanza porosa presente in una cartuccia inumidita con una preparazione aromatica chimicamente innocua; combinando il vapore e gli agenti aromatizzanti, l’aria passerebbe attraverso un dispositivo che la renderebbe quindi calda, arrivando ad essere respirata dai polmoni affinché anche il gusto in bocca ne possa giovare.(Gilbert, 1963).

La prima tecnologia ad ultrasuoni fu abbandonata in favore di una tecnologia con una resistenza che permette di riscaldare il vapore.Il funzionamento di tale modello è molto semplice,   il consumatore premendo il bottoncino presente sul dispositivo e aspirando attraverso il filtro, attiva la batteria, che alimenta l’atomizzatore il quale riscalda il liquido presente  nell’apposita cartuccia.

Le componenti principali sono:

-la batteria, che può essere automatica o manuale, a voltaggio regolabile o fisso, con indicatore di carica o senza,

-l’atomizzatore, ossia l’elemento centrale della e-cigarette in quanto trasforma i liquidi in vapore

-la cartuccia, chiamata anche serbatoio, la quale ha la funzione di contenere gli e-liquidi, ossia quei liquidi aromatizzati o meno.

Dal 2014  è in commercio in Italia un nuovo tipo di sigarette elettroniche denominate “IQOS”.  Il meccanismo si compone di due parti: una elettronica che scalda (ma non brucia) il tabacco e uno stick che contiene filtro e tabacco lavorato. IQOS scalda e non brucia il tabacco.
Poiché non c’è combustione (per le basse temperature raggiunte), come avviene con le sigarette, IQOS non produce fumo, né cenere, né odore persistente.

L’idea di fondo delle sigarette elettroniche: “sostituire la combustione con meccanismi che  prevedono l’impiego di  sostanze diverse dal tabacco (oppure dello stesso tabacco come con le “Iqos”) con l’eventuale aggiunta  della nicotina. Il tutto racchiuso in un oggetto che, soprattutto nei prodotti di prima generazione, era in grado di simulare le dinamiche di utilizzo della sigaretta tradizionale, producendo nell’utilizzatore l’illusione di continuare ad usarla, sia nella forma, sia nella sostanza”. 

Il perché è facilmente intuibile:  “sostituire la sigaretta tradizionale con qualcosa di meno dannoso per la salute”.

Come raggiungere lo scopo discende dalla premessa di partenza:  senza combustione e senza tabacco (oppure con tabacco  ma utilizzato con particolari meccanismi come nelle “IQUOS” per cui non si genera combustione) non si generano le  oltre 4.000 sostanze chimiche come avviene con le sigarette tradizionali. Tra le più pericolose figura il catrame, contenente 83 sostanze cancerogene (cancerogeni di classe A secondo l’IARC) che, depositandosi nei polmoni e nelle vie respiratorie, aumentano il rischio di tumori.

Nel novembre 2016 l’OMS pubblica il “paper sulle sigarette elettroniche“. Il documento differenzia i dispositivi in 3 categorie:

1-PRODOTTI “ENDS” (Electronic Nicotine Delivery Systems), che utilizzano la nicotina,

 2-PRODOTTI “ENNDS” (Electronic Non-Nicotine Delivery Systems), che non utilizzano la nicotina,

3-PRODOTTI  “HEATSTICKS” (a base di tabacco).                                         

Nel documento si afferma che l’uso tipico delle ENDS/ENNDS produce vapore che normalmente comprende glicoli, aldeidi, VOCs, idrocarburi policiclici aromatici, nitrosamine specifiche del tabacco, metalli, silicati e altri elementi.  Molte di queste sostanze sono elementi tossici che hanno effetti sulla salute. Il numero e il livello degli elementi tossici generati dall’utilizzo delle ENDS/ENNDS  è in media più basso, o in alcuni casi molto più basso, che nelle sigarette tradizionali, con alcuni nuovi elementi tossici specificamente nelle ENDS come il gliossale. Tuttavia, il livello di elementi tossici può variare enormemente tra i diversi marchi presenti sul mercato e alcune volte più raggiungere livelli più alti che nel fumo da tabacco. Inoltre  un numero di metalli – inclusi piombo, cromo, e nickel and formaldeide – sono stati trovati nel vapore di alcuni ENDS/ENNDS a concentrazioni uguali o maggiori rispetto alle sigarette tradizionali .Il vapore delle ENDS contiene nicotina, il componente che produce dipendenza presente nei prodotti del tabacco. In aggiunta alla dipendenza, la nicotina può avere effetti avversi sullo sviluppo del feto durante la gravidanza e può contribuire alle malattie cardiovascolari.  Nonostante la nicotina non sia cancerogena può funzionare come “promotore del tumore” e sembra essere coinvolta nelle malattie maligne come la neurodegenerazione. Tuttavia si riconosce che, basandosi principalmente sui livelli e numeri di sostanze tossiche prodotte con l’utilizzo delle ENDS/ENNDS realizzate con ingredienti di livello farmaceutico, è molto probabile che le ENDS/ENNDS siano meno tossiche delle sigarette tradizionali  anche se si prevede che l’utilizzo a lungo termine aumenti il rischio di malattie polmonari ostruttive croniche, cancro ai polmoni, e verosimilmente di malattie cardiovascolari così come di altre malattie associate al fumo.        

Viene affermato anche che le prove scientifiche circa l’efficacia delle ENDS/ENNDS come aiuto per smettere di fumare sono scarse e incerte, il che rende difficile trarre conclusioni credibili.

Si reputa inoltre essenziale

1. Prevenire l’iniziazione alle ENDS/ENNDS dei non fumatori e dei giovani con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili.

2. Vietare la vendita e la distribuzione delle ENDS/ENNDS ai minori;

3. Vietare il possesso delle ENDS/ENNDS nei confronti dei minori;

4. Vietare o restringere la pubblicità e la promozione delle ENDS/ENNDS.

5. Tassare le ENDS/ENNDS affinché i devices e i liquidi non possano essere acquistate dai minori. Allo stesso tempo, i prodotti del tabacco dovrebbero essere tassati ad un livello maggiore rispetto alle ENDS/ENNDS;

6. Vietare o ridurre l’utilizzo degli aromi che hanno appeal sui minori;

7. Regolare le vendite;

8. Prendere misure per combattere la vendita illecita delle ENDS/ENNDS

Contro le conclusioni del Comitato dell’OMS si esprime   il Comitato Scientifico della LIAF di cui fanno parte, tra gli altri, Umberto Tirelli (Istituto Nazionale Tumori di Aviano), Riccardo Polosa (Università degli Studi di Catania)e Pasquale Caponnetto (Lega Italiana Anti Fumo) e lo stesso Umberto Veronesi , recentemente scomparso, con un documento che  riporta tra l’altro:

Le persone fumano per la nicotina ma muoiono per il fumo e questo perché la stragrande maggioranza delle malattie fumo correlate nasce dall’inalazione di catrame, particelle e gas tossici. Al contrario le sigarette elettroniche possono eventualmente rilasciare nicotina al netto delle sostanze tossiche presenti nel fumo di sigaretta. Per questo motivo diverse Organizzazioni di Salute Pubblica indicano sempre più le e-cig come protagoniste nella lotta alla riduzione del danno da tabacco. Pertanto la ricerca e la promozione di soluzioni alternative ed efficaci è quanto mai prioritaria ed urgente. Questo Comitato Scientifico è fortemente preoccupato per la situazione italiana e internazionale. La classificazione e la regolamentazione delle sigarette elettroniche al pari dei prodotti del tabacco tradizionali e c.d. “di nuova generazione”, è spesso fondata su equivoci derivanti dall’accostamento regolamentare e scientifico tra tali prodotti. Pertanto sarebbe necessario approfondire scientificamente con urgenza il ruolo delle e-cig come alternativa al tabacco. Una regolamentazione ragionevole e proporzionata delle sigarette elettroniche potrebbe salvare milioni di vite e, di conseguenza, riuscirebbe a far ridurre le enormi spese legate alla prevenzione e alla cura di malattie fumo correlate per tutti i singoli Stati. Oggi, secondo l’ampio rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England (PHE), l’autorità sanitaria inglese, le elettroniche sono per il 95% meno dannose rispetto alle sigarette convenzionali e possono contribuire a salvare migliaia di vite umane. Grazie ad una politica di apertura nei confronti dello strumento, i recenti dati sul fumo resi noti dallo Smoking Toolkit Study hanno, infatti, dimostrato un aumento esponenziale della percentuale del numero di fumatori che sono riusciti a smettere di fumare, con una chiara correlazione tra il tasso di successo dei fumatori e l’aumento del numero di svapatori. C’è ampio consenso all’interno della comunità scientifica sul fatto che il vapore elettronico sia significativamente meno dannoso del fumo di tabacco, con un rischio residuo che è destinato a ridursi ulteriormente grazie all’innovazione tecnologica e all’introduzione di specifici standard di qualità e sicurezza.  Pertanto le sigarette elettroniche potrebbero svolgere un ruolo importante nel raggiungere uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per il 2025: ridurre del 30% il numero di fumatori e le morti per cancro e tumori.

Si ritiene utile riportare un ulteriore commento dell’oncologo Umberto Tirelliseminario secondo il quale “l’utilizzo di questi dispositivi dev’essere dunque motivato da una forte dipendenza al fumo da sigaretta: «Ovviamente sarebbe meglio non fumare niente Tuttavia, per un cinquantenne che fuma un pacchetto al giorno, che non riesce a smettere in nessun modo, come mi è capitato spesso di vedere nella mia esperienza, con una e-cig o una I-qos sono sicuro che i danni per la sua salute possono essere ridotti di molto.  La riduzione del danno provocato dal tabacco è parte della soluzione, non parte del problema. Se le autorità preposte a definire le norme per la regolamentazione dei prodotti del tabacco continueranno ad applicare le stesse norme del tabacco alle e-cig e, contestualmente, considerare i prodotti contenenti nicotina a basso rischio come parte del problema, ridurranno il potenziale enorme di tali alternative. Le politiche di controllo del tabacco e delle sigarette elettroniche dovrebbero basarsi sulle evidenze scientifiche ed essere proporzionate al rischio reale dei prodotti, così da sfruttare le potenzialità e/o opportunità per la salute pubblica.  Le autorità di regolamentazione che sostengono misure basate sul solo principio di precauzione, potrebbero avere l’effetto indesiderato di implementare il consumo di sigarette convenzionali. Misure eccessivamente restrittive sulle e-cig possono proteggere le sigarette convenzionali dalla concorrenza di altri prodotti meno dannosi. Come dimostrato già nel 2013 dallo studio ECLAT, condotto dall’Università degli Studi di Catania, le sigarette elettroniche possono aiutare a ridurre il consumo di sigarette tradizionali senza effetti collaterali. Il problema legato al fumo è una delle sfide più importanti che i Governi di tutto il mondo si trovano ad affrontare. Serve un cambiamento rivoluzionario e lungimirante, che possa partire anche dalle numerose esperienze virtuose di altri Paesi d’Europa e oltre. In Inghilterra, ad esempio, la sensibilizzazione all’utilizzo delle sigarette elettroniche come porta d’uscita dal tabagismo, promossa anche dai medici di medicina generale, ha consentito una riduzione del numero di fumatori senza precedenti alcuni. Come emerge dal rapporto del Royal College of Physicians (RCP) di Londra, le sigarette elettroniche non costituiscono una porta d’accesso al fumo per i non fumatori perché l’uso della elettronica è limitato quasi esclusivamente a coloro che utilizzano,o hanno utilizzato, tabacco. I dati di Euromonitor 2015 hanno rilevato che ci sono 13 milioni di svapatori nel mondo, con la maggioranza distribuita tra Europa e Stati Uniti, e che di questi più del 99.5% sono fumatori o ex fumatori”. 

Nel suo Rapporto sulla epidemia di tabacco 2019 l’OMS afferma che la tossicità delle sigarette elettroniche  non è ancora comprovata da evidenze scientifiche e comunque  probabilmente sono meno tossiche dei prodotti a base di tabacco.  Per queste perduranti incertezze tutti i governi dovrebbero regolamentare la vendita delle sigarette elettroniche  considerandole nonostante tutto  alla stregua dei prodotti a base di tabacco. 

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