la sindrome del colon irritabile

30 Maggio 2017 0 Di Alessandro Livi

La sindrome del colon irritabile (IBS dall’inglese irritable bowle syndrome), chiamata comunemente “colite”, è un disordine gastrointestinale che comprende un complesso di sintomi (per questo si definisce “sindrome”), localizzati a livello del basso intestino cioè nella zona del colon. Gruppi internazionali di esperti, riuniti sul tema dei Disturbi Gastrointestinali Funzionali, hanno elaborato criteri diagnostici conosciuti col nome di Roma I, II e III.  La Sindrome del Colon Irritabile viene definita come “un gruppo di disordini intestinali funzionali nei quali il dolore addominale è associato alla defecazione o a modificazione delle abitudini dell’intestino o a percezione soggettiva di alterata defecazione”. Per essere definita tale, la manifestazione clinica deve essere caratterizzata da:

  1. dolore o “discomfort” addominale  (sensazione fastidiosa)  ricorrente per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi ed associato a 2 o più dei seguenti sintomi:
  2. miglioramento con l’evacuazione;
  3. comparsa associata a variazioni nella frequenza delle evacuazioni;
  4. comparsa associata a variazioni nella consistenza delle feci.

Altri sintomi sono collegati ad alterazioni dell’evacuazione quali:

  • la consistenza e la forma delle feci;
  • l’emissione di muco durante l’evacuazione;
  • irregolarità dell’alvo (stipsi, diarrea o stipsi e diarrea alternate);
  • la frequenza delle evacuazioni: si può ricorrere al bagno più di tre volte al giorno oppure meno di tre volte a settimana .

Altri disturbi secondari della sindrome possono essere mal di testa e astenia, cioè senso di fiacchezza e spossatezza generale.

Questi disturbi i sono scatenati da situazioni di disagio come: stress, ansia, depressione.

La prevalenza di questo disordine  è stimata intorno al 10-20% . L’IBS interessa in particolare i soggetti tra i 20 ed i 30 anni ed è due volte più comune nelle donne rispetto agli uomini.

I complessi meccanismi fisiopatologici, alla base dell’IBS, non sono ancora ben chiari e quindi ancora oggetto di ricerca. E’ possibile riassumere alcuni meccanismi fisiopatogenetici, per i quali non è stato ancora dimostrato un elemento unificante:

  1. alterata motilità gastrointestinale,
  2. iperalgesia viscerale,
  3. infiammazione microscopica,
  4. fattori genetici,
  5. fattori psicopatologici.

Consigli sulla dieta e sullo stile di vita

  • Utilizzare al meglio il proprio tempo libero, ritagliandosi momenti di relax,
  • Praticare attività sportiva,
  •  fare pasti regolari dedicandovi un tempo adeguato,
  •  evitare di saltare i pasti o di fare lunghe pause tra un pasto e l’altro,
  •  bere almeno 8 bicchieri/die di liquidi, soprattutto acqua o altre bevande non contenenti caffeina (es. tisane),
  •  limitare il consumo di tè e caffè a 3 tazze/die,
  •  ridurre l’assunzione di alcool e bevande gassate,
  •  limitare l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di fibra (es. farina integrale, farina o pane ad alto contenuto di fibre, cereali ad alto contenuto di crusca, cereali integrali come il riso integrale),
  •  ridurre l’assunzione di “amido resistente” (che resiste alla digestione nel piccolo intestino e raggiunge intatto il colon), che si trova spesso in alimenti preconfezionati o precotti,
  •  limitare la frutta fresca a 3 porzioni/die di circa 80g ciascuna,
  • evitare le conserve di ogni tipo, gli alimenti in scatola contenenti additivi o conservanti che in genere sono mal tollerati dall’intestino, e tutti i cibi precucinati e surgelati da riscaldare in padella o in forno,
  • per ogni preparazione dei cibi, come condimento base, è bene utilizzare solo olio extravergine d’oliva, possibilmente aggiungendolo a crudo e scegliendo la cottura a vapore o la bollitura,
  • non consigliate sono  le fritture e le cotture a temperatura troppo elevata o troppo elaborate e ricche di condimento ,
  • in caso di dubbio su alcuni alimenti, prendere l’abitudine di leggere le etichette che riportano ingredienti, principi nutrizionali ed eventuali additivi,
  •  in caso di diarrea evitare sorbitolo, dolcificante artificiale utilizzato nei dolci (es. gomme da masticare) e bevande senza zucchero e in alcuni prodotti dimagranti o per diabetici),
  •  in caso di meteorismo e gonfiore assumere avena (es. cereali o porridge a base di avena) per colazione e semi di lino (fino a un cucchiaio al giorno); utile  anche l’assunzione di carbone vegetale,
  • Regolare l’assunzione di fibre, di solito riducendola, in relazione ai sintomi ed  evitare  l’assunzione di fibre insolubili (es. crusca); preferire quindi   fibre solubili come l’ispaghula (semi di psillio contenuti in farmaci come il Fibrolax ®) o cibi ricchi di fibra solubile (es. avena),
  • Assumere probiotici per almeno 4 settimane, alla dose raccomandata dal produttore, monitorandone l’effetto,
  • Evitare l’assunzione di  aloe vera,
  • Evitare di ricorrere all’agopuntura o alla riflessologia.

Evitare inoltre  di:

  • mangiare in fretta,
  • mangiare in piedi,
  • mangiare in una situazione non tranquilla (in mezzo al rumore o al traffico),
  • fare la pausa pranzo sistematicamente alla scrivania, di fronte al computer,
  • mangiare rapidamente mentre si continua a lavorare,
  • la sedentarietà, che di solito si attribuisce alla mancanza di tempo.

Nei pazienti con sintomi tipici per IBS e nessun sintomo di allarme   (età > 50 aa, storia familiare di tumore del colon e  celiachia, rettorragia, sintomatologia dolorosa notturna,  anemia, febbre, ↑ VES, perdita di peso, massa addominale) non è raccomandata l’esecuzione di esami di laboratorio di routine nè  di coprocolture o di esami strumentali  come ecografie e/o colonscopia, mentre può essere presa in considerazione l’esecuzione di indagini per la diagnosi di celiachia e/o del Breath Test al lattosio nel caso di intolleranza ai latticini.

Diagnosi differenziale                                                                                                    

Le patologie che dovrebbero essere escluse prima di fare diagnosi di Colon irritabile sono:

  1. intolleranza al lattosio,
  2. abuso  di farmaci (lassativi /antiacidi contenenti magnesio),
  3. infezioni batteriche (Salmonella,  Campylobacter, Yersinia, Cl. difficile)  e parassitarie (Giardia, Entameba histolityca ),
  4. malattie infiammatorie croniche intestinali (Crohn e Rettocolite Ulcerosa),
  5. neoformazioni colon-rettali,
  6. malassorbimento (Pancreatite cronica e  Celiachia),
  7. alterazioni metaboliche (Diabete, Tireotossicosi),
  8.  tumori endocrini,
  9. disturbi psichiatrici (Ansia, Depressione, Panico).

Terapia farmacologica

  • Nel caso in cui il sintomo più importante sia la stipsi,  la terapia farmacologica  prevede l’utilizzo di fibre, lassativi, procinetici,
  • Quando il sintomo prevalente è il dolore vengono somministrati miorilassanti, antidepressivi ciclici,
  • In caso di diarrea, si utilizzano antidiarroici,
  • In presenza di ansia si usano (per brevi periodi) benzodiazepine associate o meno agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Terapia non farmacologica

  • In chi non  non risponde a trattamenti farmacologici per 12 mesi e che sviluppa  sintomi persistenti (IBS refrattaria), si possono prendere in considerazione gli interventi psicologici: terapia cognitivo-comportamentale,  ipnoterapia, terapia psicologica o loro combinazioni,
  • L’idrocolonterapia è una procedura che consiste nella irrigazione/lavaggio continuo con acqua del colon a circuito chiuso  permettendo  una pulizia completa del grosso intestino e una riattivazione  dei fisiologici movimenti intestinali. E’ un trattamento di facile esecuzione, indolore ed inodore, che viene effettuata attraverso la perfusione continua di semplice acqua a temperatura corporea ed a pressione controllata attraverso l’ausilio di strumentazione automatizzata.  Al termine di ogni ciclo di riempimento, l’acqua viene fatta defluire all’esterno attraverso l’utilizzo di presidi sanitari monouso così da rimuovere ogni ristagno. La procedura ha una durata di 40-50 minuti . Oggi esistono attrezzature che permettono di poter eseguire l’idrocolonterapia  direttamente al proprio domicilio.

Last Updated on