procreazione medicalmente assistita

27 Dicembre 2017 0 Di Alessandro Livi

Per Procreazione Medicalmente Assistita  (PMA) si intende l’insieme di tutti quei trattamenti per la fertilità nei quali i gameti, sia femminili (ovociti) che maschili (spermatozoi), vengono trattati al fine di determinare il processo riproduttivo. Queste tecniche sono utilizzate per aiutare il concepimento in tutte le coppie, laddove questo non possa riuscire spontaneamente. La riproduzione assistita è possibile, quindi, mediante  una gamma di opzioni terapeutiche a diverso grado di invasività. Nel nostro Paese sono state suddivise, tenendo conto della loro complessità, necessità o meno di anestesia  e dell’utilizzo o meno di materiale biologico di provenienza da altri individui  in:

  1. PMA omologa: il materiale biologico cioè seme ed ovuli appartengono ai genitori del nascituro:

1° livello 
Inseminazione intrauterina (IUI).

È il trattamento ambulatoriale che consiste nel seguire ecograficamente la crescita follicolare per individuare il momento migliore per l’introduzione in utero di spermatozoi del partner opportunatamente selezionati. Può essere eseguita su ciclo naturale o stimolato.

2° livello
Fecondazione in vitro e trasferimento embrionario (FIVET).

È un trattamento che comporta diverse fasi:
1. Stimolazione farmacologica dell’ovaio per ottenere lo sviluppo di un numero adeguato di follicoli.
2. Prelievo ecoguidato di ovociti effettuato in sala operatoria in sedazione o in anestesia generale.
3. A seguito del prelievo il partner raccoglie il campione di liquido seminale che verrà utilizzato per la tecnica di fecondazione.
4. In laboratorio viene realizzata l’inseminazione degli ovociti.                       Iniezione introcitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI). È una variante della FIVET che prevede la microiniezione di un singolo spermatozoo all’interno dell’ovocita. Viene applicato nei casi di deficit seminale o in altre situazioni a giudizio dell’equipe del centro.

3° livello
A causa di mancanza di spermatozoi nell’eiaculato, prevede il prelievo chirurgico di spermatozoi dal testicolo, che verranno poi utilizzati per la tecnica di microiniezione (ICSI).

   2. PMA eterologa il materiale biologico (ovuli e/o seme) non appartiene ad uno o a tutti e 2 i genitori.

Viene resa possibile in Italia dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014

Non possono ricorrere alla donazione né donne single, né coppie dello stesso sesso.

La Relazione annuale sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione medicalmente assistita (PMA), relativamente all’attività di centri PMA nell’anno 2015 conferma la tendenza secondo cui il maggior numero dei trattamenti di fecondazione assistita viene effettuato nei centri pubblici e privati convenzionati, pur essendo questi centri in numero inferiore ai centri privati. I Centri privati sono infatti il doppio, numericamente, di quelli pubblici, ma vi si effettuano meno cicli di trattamento. In particolare, il 31,1% dei centri è pubblico e vi si effettua il 38,6% dei cicli; il 6,6% è privato convenzionato e vi si effettua il 24,8% dei cicli; il 62,3% è privato e vi si effettua il 36,6% dei cicli. In totale il 63,4% dei cicli di trattamenti si effettua all’interno del SSN (in centri pubblici + privati convenzionati). Per quello che riguarda le percentuali di successo, una considerazione nel lungo periodo, cioè nel decennio 2005-2015 può essere condotta solamente per la fecondazione omologa, e mostra che sono sostanzialmente invariate negli anni: per le tecniche di inseminazione semplice si ha un valore del 10,5% nel 2015 (dal 2005 a ora la percentuale variata oscillando da un massimo del 10,9% a un minimo del 9,9%), mentre per quelle di II e III livello si ha un 18,2% per tecniche a fresco, (la percentuale era del 18,8 nel 2005, con un massimo del 20,9 nel 2010). Resta costante l’età media delle donne riceventi nelle tecniche omologhe a fresco: 36.68 anni; (i dati più recenti pubblicati dal registro europeo danno per il 2012 un’età media di 34.7 anni). Si conferma l’aumento progressivo delle donne con più di 40 anni che accedono a queste tecniche: sono il 33,7% nel 2015, erano 20,7% del 2005. Nella fecondazione eterologa l’età della donna è maggiore se la donazione è di ovociti (41.5 anni) che applicano le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita divisi per regione. e minore se la donazione è di seme (35.3). La maggiore età di chi accede alla “eterologa femminile” (rispetto all’omologa) sembra indicare che questa tecnica sia scelta soprattutto per infertilità fisiologica, dovuta appunto all’età della donna, e non patologica.

Qui tutti i Centri autorizzati  che applicano le tecniche di PMA divisi per Regione.

Intervento Psicologico e di Sostegno alla Coppia
Il desiderio di avere un bambino è il risultato dell’evoluzione esistenziale individuale. Tale desiderio generalmente aumenta nel tempo in rapporto alle risorse personali, affettive, relazionali e sociali che la persona acquisisce nel corso dello sviluppo.
Spesso gli individui hanno bisogno di tempi lunghi per prendere coscienza del fatto che esiste un problema e decidere di affidarsi ad un Centro di Medicina della Riproduzione.
Inoltre la consapevolezza della propria incapacità riproduttiva è spesso accompagnata da vissuti di vergogna e di colpa per le aspettative sociali e culturali che ruotano attorno alla genitorialità.
In aggiunta a ciò, a causa delle problematiche legate all’infertilità, le dinamiche familiari si squilibrano e possono insorgere conflitti anche profondi.
La possibilità di esplorare i propri vissuti emozionali consente al paziente l’attivazione di risorse e di strategie utili ad affrontare anche un eventuale fallimento.
In tal caso è fondamentale che le persone siano accompagnate e guidate nella rielaborazione delle proprie aspettative individuali e di coppia.

Normativa Regione Lazio

Con DCA n. U00029 del 04/02/2016  vengono disciplinate transitoriamente le modalità di erogazione e tariffazione delle tecniche di PMA sia omologa che eterologa.

Possono accedere alle prestazioni di PMA le coppie:

  • in possesso della certificazione di infecondità/sterilità;
  • di età non superiore ai 43 anni per la donna;
  • che non abbiano usufruito già di n. 3 (tre) cicli presso strutture pubbliche/autorizzate accreditate.

Le coppie residenti nella ASL RM/1  che decidano di rivolgersi ad un Centro PMA autorizzato ed accreditato/convenzionato di altra Regione (esclusa Lombardia per prestazioni di PMA eterologa), devono preventivamente ottenere l’autorizzazione presso il proprio Distretto di residenza compilando  questo modulo,  ed allegando fotocopia del documento di riconoscimento di ciascuno e la certificazione rilasciata in ordine allo stato di infertilità.

L’istanza e la relativa documentazione allegata deve essere consegnata e/o spedita al Protocollo Informatico della ASL RM/1 in Borgo S. Spirito, 3.

Gli uffici a cui rivolgersi:

Distretto 1 – Lungotevere della Vittoria, 3 – tel. 06 / 6835 3158

Distretto 13 – Via Boccea, 271 – tel. 06 / 6835 3224

Distretto 14 –  Piazza S. Maria della Pietà, 5 – tel. 06 / 6835 2982

Distretto 15 – Viale di Tor di Quinto, 33/A – tel. 06 / 6835 3564

Centri PMA pubblici autorizzati/accreditati presso la ASL RM/1:

P.O. San Filippo Neri
autorizzato ed accreditato per  interventi di 1°, 2° e 3° livello.                                                           

Via G. Martinotti, 20 – Roma
Tel. +39 06.3306.3901
pma.sanfilipponeri@asl-rme.it
Centro Unico di Prenotazione 803333

 

Centro Tutela Salute della Donna e del Bambino Sant’Anna 

Via Garigliano, 55
Tel. +39 06.7730.2626 / 06.7730.2673
fecondazioneassistita@aslromaa.it
Centro Unico di Prenotazione 803333

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