storia dei vaccini. parte 3

9 Dicembre 2016 0 Di Alessandro Livi

La storia dei movimenti antivaccinisti inizia con quella della vaccinazione, già nei primi anni del XIX secolo, infatti, vengono segnalati diversi casi di opposizione all’introduzione del vaccino contro il vaiolo. vacMolti intellettuali criticarono l’utilità  e la sicurezza  del vaccino anti vaiolo e si opponevano quindi alla imposizione della vaccinazione da parte del governo. Negli ultimi decenni uno degli argomenti più utilizzati dagli anti vaccinisti è stato quello della crociata contro il vaccino anti morbillo ritenuto responsabile di molti eventi avversi ma, soprattutto, una concausa della insorgenza dell’autismo. Nel 1998 infatti un medico britannico, wakefieldIl dott. Andrew Wakefield, pubblicò sul Lancet uno studio in cui descriveva il caso di 12 bambini che, portatori di una forma rara di anomalia intestinale (iperplasia dei noduli linfatici ileali), avevano manifestato l’autismo dopo la vaccinazione trivalente “MPR” (morbillo, parotite, rosolia). Lo studio di Wakefield ipotizzava una serie di reazioni per cui, in seguito ad una enterocolite con aumento della permeabilità della barriera intestinale, si verificava un passaggio in circolo di sostanze tossiche capaci di passare la barriera emato encefalica e di interferire con il normale sviluppo della mielina (membrana  di rivestimento delle cellule nervose); tutto ciò comportava anomalie  dello sviluppo e comparsa dell’autismo. Causa del processo infiammatorio intestinale era, a detta di Wakefield, la somministrazione del vaccino MPR. Lo stesso medico in una successiva conferenza ipotizzava una riduzione del rischio utilizzando i singoli vaccini distanziati nel tempo.

La prima conseguenza dello studio di Wakefield  fu il mancato raggiungimento di adeguate coperture vaccinali con la comparsa di migliaia di nuovi casi di morbillo, parotite e rosolia anche nei Paesi industrializzati. Negli anni immediatamente successivi i numerosi studi condotti non ravvisarono la associazione tra disturbi intestinali vaccinazione ed autismo  nè fu evidenziata alcuna correlazione tra autismo e vaccino MPR. Uno studio condotto in Gran Bretagna, per esempio, evidenziò un aumento dei casi di autismo in presenza di un utilizzo costante del vaccino. L’interesse suscitato da Wakefield portò un giornalista britannico deer(Brian Deer)  a condurre una accurata inchiesta sul caso che fu poi pubblicata nel 2004 sul British Medical Journal. Si seppe pertanto che 9 mesi prima di pubblicare il suo studio Wakefield aveva sottoposto all’ufficio Brevetti di Londra la domanda per un innovativo vaccino contro il morbillo oltre ad alcune innovative cure per le malattie infiammatorie intestinali e per l’autismo. Inoltre si venne a conoscenza del fatto che Wakefield ricevette ingenti somme dal “Jabs”  (Società che si occupa dei risarcimenti alle famiglie per danni causati dai vaccini) al fine di sostenere una ricerca che potesse screditare l’industria medica ed in particolare i produttori di vaccini.

Furono successivamente riscontrate numerose irregolarità anche sulla metodologia con cui fu condotto lo studio: alcuni dei bambini esaminati avevano manifestato segni di autismo prima della somministrazione del vaccino, non tutti i bambini erano stati ricoverati nello stesso ospedale (come invece dichiarato dal medico) ed inoltre moti bambini furono sottoposti ad esami diagnostici dolorosi e del tutto inutili ai fini dello studo. Dopo anni di indagini giornalistiche e lavori scientifici nel 2010 Wakefield venne radiato dall’Ordine dei medici britannico e lo studio venne ritirato dal Lancet.

Ingenti rimangono però i danni che tutt’ora causa la vicenda legata allo studio di Wakefield, basti pensare alle oltre 158.000 persone, per lo più bambini, decedute per il morbillo nel 2011.

Attualmente in Italia si sta assistendo ad un  aumento dei casi di morbillo; di seguito si riporta la situazione riferita ai primi mesi 6 mesi del 2017:

  • 3672 casi segnalati dall’inizio dell’anno di cui 3 decessi;
  • quasi tutte le Regioni (18/21) hanno segnalato casi, ma il 90% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia
  • l’89% dei casi era non vaccinato e il 6% ha ricevuto solo una dose di vaccino;
  • l’età mediana dei casi pari a 27 anni. La maggior parte dei casi (73%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni;
  • 219 casi avevano meno di un anno di età;
  • 263 casi segnalati tra operatori sanitari.

Una recente ricerca condotta in Italia ha evidenziato che circa il 52% del popolo di Internet è contrario alle vaccinazioni e che soltanto il 32% risulta favorevole.  Ciò che fa pensare è che i contrari non esprimono motivazioni articolate e tendenzialmente parlano di situazioni particolari ed al contempo risultano disinformati  sull’argomento. Essendo la decisione di vaccinarsi una scelta personale a forte componente emotiva ma anche di valore collettivo e sociale, è auspicabile che le scelte siano basate su argomenti scientificamente corretti anche se non sempre sono quelli che provocano più scalpore.

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