vaccinazione contro la meningite

16 Gennaio 2017 0 Di Alessandro Livi

Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningococco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco   esistono diversi sierogruppi, dei quali i più diffusi sono: A, B, C, Y, W135.
Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. I bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età) e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

Secondo gli ultimi dati statistici  riportati dal Rapporto “INTERIM” 2018 pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, nel corso del 2018 in Italia si sono verificati 1908 casi di meningite dei quali 1231 causati dallo Streptococcus pneumoniae e 168 dal Neisseria meningitidis. L’andamento rispecchia il trend degli ultimi anni. In generale, la letalità riguarda il 10% dei casi.

Il vaccino va somministrato alle fasce di popolazione raccomandate ed ai gruppi a rischio, per mantenere alta la protezione collettiva e individuale dalla malattia.

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:

il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C.

il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y.

–  il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019  prevede la obbligatorietà della vaccinazione sia contro il sierogruppo B che per quello C nei tempi e nei modi previsti dal  calendario vaccinale ad esso allegato. 

Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W è invece consigliato  per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite,  asplenia, etc.), ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa). La somministrazione del vaccino contro il meningococco B è prevista  nel corso del primo anno di vita. Per quanto riguarda la vaccinazione contro il meningococco C il calendario vaccinale  nazionale prevede la somministrazione di una sola dose a 13 mesi. Per quanto riguarda la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B, anch’essa obbligatoria, viene  effettuata insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e antiepatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e il calendario nazionale prevede la somministrazione di 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.

Generalmente, la durata della protezione dipende dal tipo di vaccino e dall’età a cui viene somminisrato. Infatti, mentre alcuni vaccini, come quello antiepatite B, conferiscono una protezione duratura lungo tutto l’arco della vita, per altri vaccini, come quelli contro difterite e tetano, sono raccomandati richiami decennali. Riguardo ai vaccini anti-meningococcici  i dati attualmente disponibili in letteratura non consentono di stabilire la necessità di un richiamo. In Italia, con il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, è stata inserita una dose di richiamo nell’adolescenza in quanto è un’età a maggior rischio (se pur sempre molto basso) rispetto al resto della popolazione per rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione.  La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate.

Per ulteriori informazioni per chi è residente nella Regione Lazio cliccare sul Piano Vaccinale Regione Lazio.

Clicca qui invece  per  conoscere i servizi offerti  dalla ASL RM/1 (ex E)  in tema di vaccinazioni.